Anonymous, revisionismo shakespeariano al cinema

Dal 18 novembre il nuovo film di Roland Emmerich è nelle sale italiane.

Il regista di Independence Day, The Day After Tomorrow e 2012 si prende una pausa da alieni e catastrofi per dedicarsi ad un mistero fanta-storico.

La trama

Edward de Vere, duca di Oxford, è un vero e proprio genio del dramma, scrive opere teatrali sin da bambino, ma non può attribuirsene il merito a causa della sua estrazione sociale.
Nell’Inghilterra elisabettiana (seconda metà del Cinquecento) sarebbe infatti inopportuno e politicamente rischioso per un nobile immischiarsi in un’attività di basso rango come quella del Teatro.

Il povero duca di Oxford decide di passare i manoscritti delle sue fatiche drammaturgiche ad un amico, pregandolo di portarle sul palcoscenico, ma a causa di una serie di circostanze ad assumersi la paternità delle opere (ed il conseguente successo) sarà un attore semi-analfabeta di nome William Shakespeare.

In questo riassunto, per ragioni di spazio, sono stati omessi i ricatti, gli intrighi, i tradimenti, gli incesti e gli omicidi attraverso i quali queste due figure principali si relazionano con gli altri personaggi.

http://youtu.be/dF77vMrBnyc

I punti forti

Per quanto riguarda il cast il film “pesca” dalla fortunatissima saga di Harry Potter due dei suoi personaggi principali: Edward de Vere, il protagonista, è interpretato da Rhys Ifans, che oltre ad essere apparso in Harry Potter nei panni di Xenophilius Lovegood, è stato recentemente anche Gavin, il DJ sciupafemmine del bellissimo I Love Radio Rock.

Rhys Ifans

David Thewlis, che nei film del maghetto è l’insegnate Remus Lupin, interpreta William Cecil, tutore del duca di Oxford

David Thewlis

La giovane regina Elisabetta è Joely Richardson (la Julia McNamara di Nip/Tuck), mentre la sua versione attempata è impersonata dalla madre, Vanessa Redgrave (che iniziò la sua carriera con la Royal Shakespeare Company)

Joely Richardson e Vanessa Redgrave

Ma la vera protagonista, che rischia di rubare la scena agli attori, è la spettacolare Londra cinque-secentesca ricostruita al computer

Chi ha scritto l’Amleto?

Gli storici sono concordi nell’attribuire le opere di William Shakespeare ad un celebre drammaturgo originario di Stratford-upon-Avon, vissuto ai tempi di William Shakespeare, chiamato guardacaso William Shakespeare.

Emmerich sfrutta la vecchia “teoria Oxfordiana”, che vuole il duca di Oxford come vero autore delle opere scespiriane, per creare un “thriller politico in costume” che non prova nemmeno a mettere in gioco un po’ di suspense riguardo al tema principale, su cui le carte si scoprono sin dall’inizio.