Anima latina e colori polari, Ed Laurie live alla Sala Vanni

Uno dei cantautori di maggior classe degli ultimi anni si esibirà alla Sala Vanni, il 18 novembre. Un live per scoprire l’inedito LP in uscita nel 2012: Cathedral.

Ed Laurie, uno dei pochi casi-scuola di autore tradizionale, ma non troppo, e raffinato (fuori)uscito direttamente e magicamente dal non-luogo per eccellenza: il web. Inizia così in modalità ludiche – da upload spensierato su Myspace – la parabola cantautoriale del wonder-boy londinese: prontamente contattato e scritturato da iTunes, date le strepitose doti compositive.

Da quel giorno il connubio fluido tra web e musica si stringe in un tutt’uno, per raccogliere pensieri e parole di un autore elegante. Di un’eleganza classica, ma rivisitata con tocco personale: sui generis. Poco tempo e, nel 2008, arriva l’agognato EP di esordio: Meanwhile In The Park. Un successo-shock.

E’ uno shock soffice, una carezza (sonora) in un pugno (di novità). Mr. Laurie riesce nell’impresa di sorvolare l’Atlantico e stabilirsi professionalmente negli Usa. Il tutto, con 25 minuti di melodia. La stessa probabilità di vedere i quattro cuori seduti davanti ad una slot-machine al Bellagio. Risultato? Salta il banco (musicale).

Insomma – dopo qualche mese – Ed rilancia: esce il primo LP, Small Boat Big Sea. Una barca di suoni folk e pop cantautoriali, recuperati e ri-adattati da calore, giri di chitarre latine e suggestioni polari, che veleggia sicura ed inarrestabile; grazie ad un marchio di fabbrica imprescindibile: una voce rassicurante e di rara bellezza. Fra Leonard Cohen e Van Morrison.

Un punto d’approdo fra mondi, culture ed atmosfere agli antipodi: come stare ad un caldo falò d’inverno – con tanto di chitarra iberica – sulla cima di un’arida scogliera islandese. Crepuscolare e vivo. Intagliando, cucendo e ricamando semplicemente(?) con chitarra, piano e voce.

Edward Mani di Forbice? No, mani di fata.