An evening with: Crosby & Nash live, 1 novembre al Teatro Verdi

Esistono nomi che evocano un mondo ed una filosofia di vita lontani, eppure intramontabili. Come il suono che li contraddistingue.

E' il caso di David Crosby e Graham Nash. I due mostri sacri del folk-rock della Bay Area di San Francisco si esibiranno in concerto, a Firenze: Martedì 1 novembre al Teatro Verdi (dalle ore 21).

Mission Impossible: è quella di riassumere esistenze ed esperienze di persone (ed artisti) che hanno segnato un'era. Nel nostro caso, Crosby & Nash.

Più che i cognomi di due venerandi ragazzi anglo-americani, una sigla, un'effige. Garanzia di qualità sonora e storia; come per i grandi whiskey del Tennessee. Al posto di sterminati campi di malto e distillerie in rovere, però, in questo caso c'è da assaporare e gustare – fino in fondo – un sound folk, col ritmo della poesia ed il retrogusto dell'utopia; che parla di terre – promesse o no – e di generazioni, giovani e un po' meno.

Accomunate da un senso di libertà. Forte, deciso, personale e non negoziabile: come i grandi whiskey, appunto.

Correva un tempo in cui l'uomo non era ancora sbarcato sulla Luna (o meglio, lo faceva solo su pellicola), in cui non esisteva il PC e la dimensione-video era ancora qualcosa di pionieristico. Beh, già allora Crosby e Nash – insieme a Stephen Stills, Neil Young e Joni Mitchell (!) – salivano sui palchi di tutto il mondo, spesso improvvisati, per cantare storie e sentimenti comuni. A ritmo di folk, pop e rock; in una miscela tecnica tanto semplice ed ordinata, quanto straordinaria. 

Musicisti come pochi, figli come tanti. Figli ribelli di una borghesia conformista e dell'American Dream, trasformatosi in lungo incubo in una lontana ed umida penisola del sud-est asiatico. Giovani: nello spirito e nella composizione musicale. Allora come ora.

Graham & Nash, binomio di volti e personalità a volte eccessive: esuberanti, dissoluti e contrapposti a molti. Come materializzati da un lunatico incrocio genetico fra On the Road di Kerouac, il Drugo Lebowski dei Coen ed Easy Rider. Con, al posto del casco griffato di Capitan America, due chitarre acustiche; che li porteranno a salire fin sopra l'epico palco di Woodstock. Sì, proprio quel giorno lì, nel 1969, in quelle colline vicino New York.

Pensando ad oggi, appaiono come musiche e biografie di un altro mondo. Lontano. Irripetibile. Ma, anche se entrati nella terza età da un po', nessuno come questi due cantastorie del mondo occidentale rimane ''hungry and foolish''; continuando a stupire in tour – tutt'ora – fianco a fianco. Facendo rivivere sound ed atmosfere hippy, in parte on the roadlisergiche, al pubblico di tutto il mondo.

Per chi vuol ''sentire'' – ancor prima che ascoltare – il teatro dei sogni (infranti) sarà sicuramente il Verdi, per il giorno dei Santi (per una volta del rock).