3 donne dagli anni ‘60 per la prima collettiva del museo Gucci

Al museo Gucci l’arte contemporanea è donna e viene dagli anni ‘60. Femminilità radicale è la prima collettiva dello spazio per l’arte contemporanea del museo.

Lee Lozano, americana (1930-1999), Evelyne Axell, belga (1935-1972) e Alina Szapocznikow, polacca (1926-1973) sono le tre donne che un curatore d’eccezione, Martin Bethenod, direttore di Palazzo Grassi-Punta della Dogana a Venezia, ha scelto dalla collezione di monsieur Pinault per la mostra che trasforma gli spazi dedicati all’arte contemporanea del museo Gucci, nelle stanze di un museo d’arte vero e proprio.

Questa almeno è la sensazione, inedita, che si prova visitando lo spazio d’arte del museo Gucci che finora era stato dedicato a raccontare sempre un unico artista.

Uno spazio dai tratti decisi ma malleabile allo stesso tempo visto che, per ogni mostra, questi spazi sono stati declinati in maniera diversa, dalla stanza totalmente nera e buia al white cube in stile newyorkese.

Questa volta, andare a guardare questa piccola raccolta di opere, restituisce l’impressione di trovarsi in un qualche museo d’arte contemporanea nel mondo se non fosse per la meravigliosa vista su piazza della Signoria che si intravede dalle finestre, questa volta, schermate solo in parte.

Una vista che manco a dirlo vi incanterà e che, in questo caso è anche foriera di relazioni visive tra le opere esposte e i monumenti della piazza, una relazione tra nudi, quello femminile in un lavoro della Axell dentro Palazzo della Mercanzia e quello maschile del Biancone della fontana sulla piazza.

Una delle cose che credo affascini dell’arte contemporanea è l’aspetto entropico, l’idea che a governare il termine ci sia una sorta di movimento perpetuo, anche disordinato qualche volta, comunque sempre un movimento di idee, proposte e sperimentazioni continue.

Il lavoro di queste tre donne dalle storie di vita singolari e forti racconta gli anni ’60 e un’energia tutta femminile che in quel periodo prendeva forma tra femminismo, critica e sperimentazione.

museo Gucci

Le tre artiste riflettono sul corpo della donna, corpo che può essere strumento di critica e sovversione ma che può anche essere mezzo di indagine su temi legati alla sessualità, all’identità di genere e perfino alla malattia.
 
Tre donne dalla personalità forte e indipendente, reticenti a convenzioni e regole, un approccio radicale il loro, che, per ragioni diverse, le ha portate a un allontanamento dal mondo dell’arte. Un mondo che solo di recente le ha ritrovate e che, attraverso alcune mostre personali e collettive, ne ha riscoperto i tratti di un’attività che si distingue per freschezza e modernità.
 
Al museo Gucci, per la prima volta in Europa, la loro opera si confronta nella stessa mostra.Cacciatori di esclusive, affamati di ispirazione, appassionati d’arte contemporanea e patiti di novità, non potete mancare.

 

Femminilità radicale
21 febbraio – 7 settembre 2014
A cura di: Martin Bethenod

Museo Gucci
Firenze. Piazza della Signoria, 10

Orari
Museo Gucci 10.00 – 20.00
Bookstore & Caffè 10.00 – 23.00
Aperto tutti i giorni dell’anno ad esclusione del 25 Dicembre, 1 Gennaio e 15 Agosto.
Biglietto 6 euro – il 50% della vendita di ogni biglietto sarà destinato al restauro di opere d’arte della Città di Firenze.

Credits: per la foto di copertina e del testo Alessandro-Moggi—©-Gucci