03 Settembre: Marta Sui Tubi live al Parco delle Cascine

Da Marsala a Bologna e dritti, su, verso Milano. No, non è un’ardita rivisitazione della spedizione garibaldina in vena di retorica per i 150 anni d’Italia; ma la (geo)sintesi estrema della storia di uno dei gruppi più interessanti usciti dal panorama indie italiano degli anni-zero: i Marta Sui Tubi.

Perchè per la band bolognese (di adozione) parlano a chiare lettere una valanga di live su e giù per lo stivale, dalle grandi platee alle case private: da piazza San Giovanni ai ”secret concert”, in perfetto british-style. E, nel mezzo, quattro LP ed una firma stilistica che li allontana da qualsiasi scivolosissimo – qui, in Italia – paragone.

Infatti, come altre realtà cresciute artisticamente attorno alla gloriosa Via Emilia, oltre al sound contaminato da sonorità folk; nel caso dei M.S.T. scorgiamo anche echi compositivi e testi (ironici, ma non troppo..) sul solco di quei CCCP che tanto hanno contribuito a sconvolgere la (allora) innocua e folkloristica scena romagnola. Spazzando via, meglio dell’uragano Katrina, stereotipi musicali e culturali duri (ahimè) da scalfire.

Così, i ragazzi di Marsala. Sì, perchè ascoltando l’ultimo LP: ”Carne con gli occhi” possiamo imbatterci in contaminazioni e virtuosismi tecnici degni dei mitici ’70s made in Italy (termine tanto invidiato, quanto abusato..); ma senza rinunciare ad una venatura pop sui generis, che ne ha aumentato vertiginosamente la popolarità. Come mischiare acido borico e talco, insomma. Ma il risultato – in questo caso – è ben più consistente del borotalco, grazie anche a testi in bilico fra l’ironia del miglior Bugo e l’anti-edonismo del sempre-sia-lodato (nonostante le ultime trasformazioni degne dell’ Alien di Ridley Scott) Giovanni Lindo Ferretti. Una miscela artistica all’altezza delle composizioni dell’ Heisenberg di Breaking Bad. Una questione di qualità.

Insomma, l’occasione per vederli all’opera – per noi fiorentini – sarà al parco delle Cascine, sabato 3 settembre; in occasione della festa democratica (ore 22, ingresso gratuito). Beh, meglio di così? Niente, siamo ai livelli di un assist dell’indimenticabile Rui Costa. O quasi. E se vi troverete davanti a cinque ragazzi che inizieranno a suonare, dicendo: ”Stanno tutti bene, ma non sanno che gli portiamo la peste”, non vi spaventate: non sarà l’ennesima e logorroica lettura all’aperto di un romanzo manzoniano (sic); ma, anzi, vorrà dire che sarete nel posto giusto al momento giusto, per gustarvi un live indie-rock di qualità-DOCG.

”E non sforzarti di essere speciale, perchè chi è speciale è sempre il più normale..”.