Zen e calcio: gli haiku e la quinta giornata di campionato

Parlare di Sun Tzu la scorsa settimana mi ha fatto venire voglia di oriente, in particolare di haiku.

Gli haiku giapponesi non sono altro che poesie brevi, con poche sillabe e prive di “fronzoli” lessicali e congiunzioni.
Sono uno dei simboli della filosofia Zen, che si basa sull’assunto che una qualsiasi cosa (un albero, un fiore, la vita), semplicemente “è”. Il solo fatto che questo qualcosa esista è già sufficiente, fa sì che non ci sia bisogno né di altre spiegazioni, né di interpretazioni.
Un esempio di haiku “versione calcistica” potrebbe essere:

Su un campo verde.
due squadre
cercando la rete.

Il nostro pensiero e il nostro modo di fare poesia sono molto lontani da questa filosofia e sono i simboli di un diverso approccio alla vita.

Il campionato e lo Zen

Questi pensieri non sono stati estemporanei. Mi hanno portata, come al solito, a fare dei ragionamenti sul nostro campionato di calcio e a guardare, in questa giornata, le gare sotto un altro punto di vista. Così come esistono diversi modi di concepire la poesia, anche le partite non sono certamente tutte uguali: in questo turno di Serie A ci sono state solo gare che si sono concluse in modo semplice, “senza tanti fronzoli”, o abbiamo visto gare giocate intensamente per tutti i 90 minuti? Direi entrambe le cose.

Napoli – Fiorentina: zero gol, ma tanto spettacolo

In una giornata che ha regalato un po’ di respiro alle altre grandi, Napoli – Fiorentina, giocata sabato sera al San Paolo, è da considerarsi il big-match della settimana. Il Napoli aveva l’occasione giusta per dimostrare che il KO di Verona contro il Chievo è stato solo frutto del caso. La Fiorentina è scesa in campo per confermare quanto di buono aveva mostrato nella gara contro il Parma. Quasi tutta la partita è stata nelle mani della squadra viola, guidata da un Cerci in condizioni fisiche straripanti. Dall’altro lato la compagine partenopea si è salvata solo grazie alle mani e alla reattività di Morgan De Sanctis. Il Napoli ha da rammaricarsi per un rigore non concesso per un nettissimo fallo di mano in area ad opera di Pasqual, mentre la Fiorentina, veloce, organizzata, precisa, ha mancato solo di concretezza. La sensazione è che sarebbe andato tutto diversamente se Gilardino fosse stato in campo.

L’Inter e la cura Ranieri

L’Inter in tre giorni cambia allenatore e volto in un colpo solo. Tra trasferta di Novara e quella di Bologna c’è un mare di differenza… e anche un po’ di serenità ritrovata. Ranieri riporta la squadra al suo modulo standard e i giocatori sembrano ritrovare vigore. Anche se condizionata da assenze importanti (Sneijder su tutti), la squadra nerazzurra riesce comunque a imporre la propria supremazia sugli emiliani, andando a vincere per 3-1. La parola d’ordine di Ranieri per adesso è disciplina: nessun giocatore fuori ruolo, difesa ordinata e un attacco che finalmente ritrova Pazzini titolare, pronto a ripagare sbloccando il match a fine primo tempo. Attendiamo con ansia la partitissima del prossimo turno contro il Napoli per vedere se i nerazzurri sapranno ripetere l’impresa.

Milan – Cesena: sale in cattedra Seedorf

Dopo il punticino rimediato contro l’Udinese, il Milan affronta il Cesena ancora a quota zero gare vinte e sempre in piena emergenza infortuni, con ben 11 giocatori indisponibili. Nonostante tutti gli impedimenti del caso, con i superstiti riesce a conquistare la prima vittoria della stagione, grazie a un Seedorf tornato finalmente ai livelli a cui siamo abituati. Anche Cassano, Thiago Silva e Van Bommel offrono buone prove, dimostrando di aver iniziato a superare la fase di incertezza che regnava nelle prime gare. Un’altra notizia positiva è che per la gara di domenica contro la Juventus il Milan recupererà Ibrahimovic, ma non dimentichiamo che nel mezzo ci sarà sfida di Champions  di mercoledì contro i cechi del Viktoria Plzen.

Catania – Juventus: i vecchi problemi tornano a galla

La Juventus straripante delle prime due giornate sembra essersi persa. Il pareggio per 1-1 a Catania riporta alla luce vecchi problemi di approccio alle gare (lanci lunghi dalla difesa) e la discontinuità di un giocatore, Krasic, capace tanto di segnare quanto di sprecare innumerevoli occasioni. Con Elia (non pervenuto) e Vidal dall’inizio si pensava potesse essere una passeggiata per i bianconeri, e invece il primo tempo è stato tutto del Catania, con i due argentini Bergessio e Gomez capaci di infiltrarsi troppo spesso nella difesa juventina, creando non poche difficoltà a Grosso e Liechsteiner.
I bianconeri fanno un passo indietro. Il secondo tempo pende un po’ più dalla parte della Juventus, ma in sostanza il risultato appare giusto. Le prime risposte potremo averle già domenica prossima, dopo la sfida con il Milan, che costituirà il primo banco di prova importante.

Un campionato ancora tutto da giocare

Un’altra caratteristica degli haiku è che ci spiegano poco, lasciano molto spazio all’immaginazione. Provate a pensare a questo:

Tornando a vederli
i fiori di ciliegio, la sera,
son divenuti frutti.

Speriamo di scoprirlo il più tardi possibile, chi li raccoglierà questi frutti.
In un campionato ancora senza un leader, dalle mille certezze e dai tanti dubbi, ma proprio per questo così avvincente.

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