I 10 straordinari anni dell’ iPod: 21/10/2001 – 21/10/2011

Uno degli oggetti-icona del 21esimo secolo compie oggi 10 anni: l’ i-Pod. Fu lanciato da Apple, nella prima versione, il 21 ottobre 2001. Un decennio di successi oltre ogni razionalità.

ESTENSIONE 2.0 DELL’EGO – Un oggetto (di fatto), ma sarebbe estremamente riduttivo classificarlo così. Un simbolo. Per certi aspetti la carta d’identità digitale di ciascuno: estensione 2.0 dell’ego e della personalità. Compagno di viaggi, di corse, di ascolti condivisi, di scoperte e di divertimento. Insomma: tu chiamale se vuoi, emozioni. Questa potrebbe essere una rischiosa sintesi di una delle icone pagane del nuovo millennio: l’ i-Pod.

NASCITA, CRESCITA E MIRACOLI – Il 21 ottobre 2001 fu presentato sul mercato l’i-Pod classic. A fermarsi un attimo e pensarci adesso, sembra passata un’era geologica-digitale. Sì, perché il primo lettore musicale della Mela di Cupertino si presentava grande come un mazzo di carte, leggero e con la straordinaria capacità – per allora – di 5 Gb.

Oggi, un oggetto-memorabilia. Un feticcio. Dal sapore vintage, ma dal fascino intatto. Anche perchè il design, che l’ha reso celebre a tutte le latitudini conosciute del globo, già si configurava molto simile a quello attuale. Riscrivendo le regole di un mercato appena nato (quello della musica in digitale), costringendo l’affollata concorrenza ad inseguire la neo-nata creatura di Jobs.

Da quello storico esemplare, ad oggi, sono passati anni ed un numero di modelli, aggiornamenti ed imitazioni quasi incalcolabili. Roba che, se messa in fila, formerebbe la muraglia cinese dell’Mp3.

Da allora – a cadenza annuale – nuovi modelli, sempre fedeli alla linea (o all’ortodossia verrebbe da dire), per un pubblico crescente in maniera esponenziale e quasi schizofrenica. Dall’ingombrante hard-disk della Toshiba (solo ed esclusivamente per Macintosh), si passò alla versione touch compatibile anche per Windows. Evoluzione digitale su larga scala. In pochi anni, Jobs&co, arrivarono a rendere un piccolo oggetto di culto il gotha-pop degli anni zero.

E nacquero così figli, nipoti e figliastri: è il caso dell‘i-Pod nano, l’i-Pod touch e l’i-Pod shuffle. Variazioni – più o meno importanti – sullo stesso spartito.

Ma sempre e comunque ultra-popolari e circondate da attese spasmodiche. Ed in questo la figura enigmatica del grande guruSteve Jobs – ha contribuito in maniera decisiva ed innovativa; diventando un caso-scuola per esperti di tutti i settori e curiosi di ogni genere: dal marketing all’informatica, dalla moda alla comunicazione.

UNA ICONA GLOBISH – Insomma, senza dilungarsi troppo parlano i (quasi) 280 milioni di pezzi venduti in un decennio.

Dalla Silicon Valley al Greenwich Village, dalle Ramblas a Tokyo, dal Colosseo al Taj Mahal. E chissà quanti luoghi dimentico. Ecco, forse è proprio questa l’immagine che rimane di un oggetto: simbolo dei tempi e di un mondo (sempre più) globalizzato. Certo, data l’esclusività e la non-compatibilità dell’oggetto c’è chi l’ha definito una gabbia dorata, cool e – per certi aspetti – è, è stato e sarà anche questo. Sicuramente.

JOBS E LA MUSICA: IL MONDO HA MENO CONFINI – Ma in questo anniversario particolare ci piace sottolineare come un dispositivo composto di policarbonato, rame, silicio ed altri elementi visti soltanto su una tavola chimica liceale, abbia contribuito a diffondere suoni ed emozioni in egual misura a tutti. Democraticamente: senza distinzione di sesso, razza, etnia, nazionalità e lingua: facendo parlare l’unico grande linguaggio universale (ri)conosciuto, la Musica.

E forse il compianto Steve Jobs pensava un po’ anche a questo, quando esortava lucidamente i giovani universitari col suo: Stay hungry, stay foolish.