Cosa Volete Sentire? Una compilation di racconti dei cantautori italiani degli anni zero

Parola scritta e parola cantata si incontrano: l’occasione è la prima presentazione del libro Cosa Volete Sentire, di Chiara Baffa. Stasera al Glue, assieme ad un live acustico dei Virginiana Miller.

Un libro, o meglio, come suggerisce il sottotitolo: una compilation in forma di libro. Ma non certo una compilation classica. Anzi. Parliamo dell’appena edito: Cosa Volete Sentire, curato ed ideato dalla giovane autrice Chiara Baffa per Minimum Fax edizioni.

Un volume in forma di confessionale atipico, originale: dando spazio e parole (in libertà) ai principali artefici della rinascita cantautorale italiana degli anni-zero. Una carrellata piacevole, stimolante, ricca di aneddoti personali e curiosità di ogni tipo. Un collage confezionato dalla giovanissima autrice e freelance fiorentina Chiara Baffa; in un maquillage pop e ricercato, degno delle migliori colonne sonore dei film di Quentin Tarantino.

Avventurandosi nelle 70 pagine di lettura incontriamo –  ad ogni capitolo – un cantautore diverso, che rende personalmente un’istantanea del panorama musicale nostrano e – sopratutto – dell’arte di raccontare in musica; fra leggerezza, umorismo e particolarità autobiografiche. Un atto d’amore verso chi cerca ancora di far vivere la musica in maniera personale, raccontando.

Fra gli artisti presenti nel libro, la selezione pare una top-chart degna di Nick Hornby; fra gli altri, troviamo: Dente, Brunori Sas, Andrea Appino degli Zen Circus, Max Collini degli Offlaga Disco Pax, Peppe Voltarelli, Vasco Brondi de Le Luci della Centrale Elettrica e Simone Lenzi dei Virginiana Miller.

Insomma, un’operazione che punta i riflettori sull’attuale scena tricolore indipendente, sempre più ricca e densa. Ballando dolcemente sul filo del versante pop e delle rarità da appassionati, veicolando pensieri e parole di artisti mai banali. Un esercizio che rende onore e godibilità ad arte e talenti, più o meno mainstream.

Perchè anche – e sopratutto – ai tempi dei social network e della comunicazione-flash si può spegnere lo schermo e tendere occhi ed orecchie; per abbandonarsi un po’ a piacevoli novità in forma di narrazione musicale.

Per chi vuol sentire, ancor prima che ascoltare.