Rock Contest al Glue, seconda eliminatoria: Il reportage

Come i migliori serial Tv: Anche lo scorso giovedì non siamo mancati al Rock Contest – al Glue – per seguire dal vivo i gruppi in gara nella seconda serata di eliminatorie.

NELLE PUNTATE PRECEDENTI –  Ci eravamo lasciati la scorsa settimana con il passaggio alle semi-finali di Quanti e Giochi per Bambini. E dunque, anche per questa settimana la kermesse prevedeva sei artisti in gara e due soli posti per l’agognato accesso alla fase finale alla Flog.

Fedeli alla linea, vediamo come è andata. In primis c’è da segnalare un ritiro, ancor prima di partire: i Rainero. La rock-band emiliana, purtroppo, non è presente per uno spiacevolissimo inconveniente occorso all’ultimo minuto. Così, ad alternarsi sul palco del Glue rimangono in cinque.

LA SERATA: LE BAND IN GARA – I primi a salire sul palco sono i Finister, giovanissima band di 17enni, fiorentini doc. Il sound si fa subito serio, impegnativo. Energia ed orecchio per la melodia trovano un buon equilibrio nella cifra stilistica di questo gruppo. Un crossover fra Marillion, Muse e – per certi aspetti – Pink Floyd. Un mix con le radici ben piantate nella storia del rock e del progressive. Un cantato che può migliorare, ma un risultato sorprendente. Non avranno ancora la patente di guida, ma quella per il live di sicuro.

La seconda band ad entrare in gara sono i Violacida, da Lucca. Cantano in italiano, ci mettono dentro una voce alta e tagliente. A momenti disperata. Il live scivola via su un tappeto di chitarre tirate e batteria potente: tanta energia. High voltage. Ma non finisce qui, perchè c’è spazio anche per un violino che accompagna un pezzo in stile Velvet Underground di Venus in Furs, riletta a modo loro. Performance di livello, fra richiami dei Marta sui Tubi, Linea 77 e un pizzico di Afterhours e Zen Circus. Gradita sorpresa: La meglio gioventù.

Il terzo gruppo a scaldare il centinaio di persone che compongono la folla, sono i Tomakin. Vengono da Alessandria; Piemonte. Nota di merito a loro per un viaggio non semplice e qualche disavventura on the road. Diciamolo subito: i piemontesi dopo un primo pezzo un po’ debole, stupiscono molti. Sono in sei, alternando indifferentemente italiano ed inglese: ne esce fuori un sound indie, godibilissimo e coinvolgente. A momenti pare un ritorno alla Londra del Mod revival dei Jam, con tanto di (ottima) tastiera. Mancano solo parkas e lambrette. Ma c’è di più, un pezzo fa tornare in mente i Diaframma di Gennaio, storia di Firenze e della new-wave. Performance che convince: Conquistadores per una notte.

La quarta band proviene da Pisa: Le Byètles. Già dal nome – storpiatura del gruppo più famoso di sempre – ci aspettiamo qualcosa di insolito. La partenza è un andamento-lento, ma gli elementi atipici iniziano a formarsi e ad andare nella giusta collocazione: un trio che riesce a tirar fuori un folk-rock cantautoriale, in perfetto stile San Francisco Bay; con venature blues da delta del Mississippi.

Regalano momenti piacevoli: atmosfere soft, color seppia. Il pubblico inizia un battimani e – sopratutto – sfoderano una hit che parla di un pescatore di ‘‘Favolli”(granchi, in pisano), che diverte molto la folla. Mostrano strumenti che più vintage non si può, con qualche problema audio. Ma tra un’armonica e una pianola a fiato lasciano una bella impressione. I Creedence di San Rossore.

L’ultimo gruppo è un duo romano: gli Ante Litteram, duo di chitarre elettriche. Anomalo. Si portano su palco un Mac, da cui far partire delle buone basi di Drum-machine. I romani abbinano ad un’estetica che più indie non si può, un sound che più indie non si può. Cantano in inglese e l’impressione è quella di ascoltare gli Strokes di ‘‘Is this it?”, dieci anni dopo. Un live semplice, sporco e cool. Ma piuttosto mono-tono. Da Lou Reed ai Kills, in un puzzle finale che manca di qualche tessera. Dieci minuti e finisce qui.

AND THE WINNERS ARE.. – Dopo la consueta ed affollatissima pausa-sigaretta in esterna, è il momento dei risultati del voto. E solo per due gruppi continueranno avventura e sogni.

Volano in semifinale: Tomakin e Violacida. Accompagnati dal boato di qualche fan.

Così, si conclude il secondo atto. Appuntamento – come sempre – a giovedì prossimo al Glue (dalle 21.30; ingresso gratuito).