Hi-Fi, le dieci migliori rock-band fiorentine. Vol. II

Ispirati da Nick Hornby e le sue top 5, siamo andati alla ricerca delle migliori rock-band del panorama fiorentino e dintorni.

Ci eravamo lasciati la scorsa settimana con la prima tranche dei magnifici dieci del rock cittadino. Oggi, ci ritroviamo con la seconda – ed ultima – parte.

PASSOGIGANTE

Un gruppo rock e molto altro. I Passogigante – ex Plebs – nascono a Firenze più di un decennio fa, ma l’anno della svolta è il 2004: incontrano Stefano De Donato dei Dirotta Su Cuba ed iniziano una fecondissima attività, fra studio e live. Proprio l’oceanico e scatenato curriculum di concerti per Firenze e provincia, assicura ai sette ragazzi un seguito numerosissimo e variegato. Una band che affonda le radici nel sound della west coast statunitense, un connubio di funky tirato, rock tagliente e fiati martellanti, con una grande dose di ironia nei testi. Amanti ed omaggianti del soul, fra strizzate d’occhio elettroniche. Un melting-pot originale. Ad ottobre è uscito il loro ultimo lavoro: Tuttialbuio. Questo il trailer di Yes I Do, con la regia di Manfredi Lucibello, giovane e pluri-premiato regista fiorentino.

APPALOOSA

Non una band fiorentina-docg, ma che in città ha avuto la sua consacrazione. Gli Appaloosa nascono a Livorno nel 1998, e sin da subito iniziano a creare un’originale miscela di sound strumentale, funk, tocchi di psichedelica e sonorità noise. Si nutrono di live e suoni di basso; nel 2003 iniziano un percorso più elettronico, che tuttavia non li porta all’abbandono di un sound alternative e sporco. Dividono il palco principale dell’Arezzo Wave con Cypress Hill, poi continuano la loro strada fino al terzo album Savana, del 2009, quasi totalmente strumentale: due bassi distorti, qualche tocco hardcore, elettronica, noise e una batteria serrata. Un crossover originalissimo e di grande impatto. Nuovo album in uscita il 29 Febbraio 2012. Un assaggio con uno dei migliori pezzi, Genny.

MARTINICCA BOISON

Un caleidoscopio folk: una band di otto elementi che racchiude atmosfere eleganti con un omaggio al rock ed al progressive della tradizione dei mitici anni ’70. Sono i Martinicca Boison, gruppo fiorentino ormai celebre in città. Nato dalla fusione di due band (e di due anime) differenti, debuttano nel 2002 e da allora intraprendono un percorso inarrestabile, costellato di live. Già due dischi ed un EP alle spalle per una band non giovanissima, ma dalle sonorità affascinanti e ricercate. Con testi ed estetica felliniani. Punto di riferimento nella scena alternative: in bilico fra folk, pop, indie e rock delle origini. Autori e produttori di suggestioni, ancor prima che musicisti. Eccoli – con guest d’eccezione – nel video di Malgré Tout…Je Chante (2008).

THE HACIENDA

Il nome è un furtivo omaggio alla Mecca della scena alternative di Manchester di fine anni ’80: The Hacienda, appunto. Una band fiorentina che, come nessun altro, rappresenta al meglio la parabola ascendente della favola rock. Cinque ragazzi che fra chitarre, tastiera, basso e batteria si ritrovano a vincere il Rock Contest nel 2005. Da lì un’ascesa inarrestabile, un crescendo rossiniano: in pochi anni una frenetica attività live per tutta Italia e pure nella Terra Santa del rock, l’Inghilterra. Dopo l’EP del 2009 – per Black Candy records – Conversation Less, vengono scelti per affiancare dal vivo i Beady Eye di Liam Gallagher. Il tempo per un tour europeo e, quest’anno, il disco di debutto: Picking Pennies Off The Floor. Grande accoglienza per un LP indie-rock puramente british: fra gli straordinari Jam di Paul Weller  e The Wombats. Wonder Boys made in Florence. Qui in Conversation Less.

THE VENKMANS

I più freschi della scena: nascono nel 2010. The Venkmans sono un quartetto indie-rock dalle interessanti influenze elettro-pop, che fanno della dimensione live il passepartout per l’affermazione su larga scala. Anche in questo caso il nome è un omaggio ad un personaggio-cult del cinema degli anni ’80: il Dott.Venkmans di Ghostbusters. E degli anni ’80 portano con sé un uso mai banale della tastiera, come da miglior tradizione U.K. dai New Order in poi. Propongono un sound immediato e studiato al tempo stesso: fra Kaiser Chiefs, The Bravery ed Editors. Il meglio dell’ondata indie degli anni zero, (ri)verniciati con cura nelle atmosfere synth dei mitici anni ’80. Nominati quest’estate Best Italia Wave Band per la Toscana, esibendosi all’Italia Wave; iniziano un on the road italiano denso di live, tutt’oggi in corso. Ve li proponiamo dal vivo: Juliet The Disco.

E siamo così giunti alla fine della nostra rassegna sulle band cittadine. Ricordando che una classifica, come una compilation, è sempre esercizio complicato.