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Firenze electro. Da San Lorenzo a Santiago del Cile: intervista al dj Teo Naddi

Fiorentino doc, classe 1986, dj. Ha trascorso gli ultimi mesi a suonare fra Barcellona, Bruxelles e Santiago del Cile. Il solo segreto del successo? La passione per la musica.

Teo Naddi ha 27 anni, e da quando ne aveva 16 si è avvicinato al mondo della musica elettronica, quasi per caso, come può capitare a quell’età trovandosi fra le mani i vecchi dischi dei propri genitori.

Ci incontriamo in centro a Firenze, a due passi da Santa Croce, insieme a quegli amici e compagni di strada che insieme a lui hanno dato vita a un progetto musicale con l’intento di affermare la buona musica e le potenzialità italiane, troppo spesso sottovalutate.

La storia musicale di Teo Naddi si intreccia indissolubilmente con Firenze, perché comincia fra il 2002 e il 2003, quando, ci racconta: “Avevi molte meno possibilità di oggi di ascoltare cosa si suonava dall’altra parte d’Europa o del mondo. Oggi tutta la scena musicale elettronica, anche più di nicchia, è su internet. Chi ha cominciato in quegli anni era un po’ più limitato, andavi da Mastelloni in San Lorenzo, compravi i dischi che trovavi e cominciavi a suonare con quelli…”.

E poi arrivano le serate alle feste organizzate da amici, le proposte di suonare in un localino o in una seconda sala, fino all’esperienza decisiva del Viper.

teo naddi

È proprio dopo un paio di stagioni al Viper che nasce il progetto Bahn der Beats, un gruppo di lavoro affiatato, in cui ognuno ha le sue mansioni e che permette a Teo di dedicarsi a tempo pieno alla propria passione per la musica elettronica.

“Dopo il Viper – racconta – avevamo l’impressione di essere alla ricerca di un qualcosa di più ”finito”, volevamo trovare uno spazio per fare musica ricercata e attirare una clientela più da clubbing, più selezionata, senza per forza dover cercare la massa: così è nata l’esperienza di Bahn der Beats”.

È da qui, che i dj set di Teo, grazie a internet, fanno il giro del mondo: arrivano inviti per suonare sui palchi internazionali più prestigiosi, dal “Wood” di Bruxelles al “SonarOff” di Barcellona, fino alla tournèe in Cile, dove è stato ospite del Club Del Sol Sunshine e di Radio Cigarra, a Santiago.

E per il futuro, che cosa ha in mente Teo Naddi? “Intanto l’Università, ho deciso di ricominciare a studiare e mi sono iscritto a ‘Progettazione e gestione di eventi e imprese dell’arte e dello spettacolo’ a Prato. Poi vorrei continuare a suonare con la passione che mi ha portato fino a qui, senza scendere troppo a compromessi”.

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Perché questa secondo Teo è la cosa più importante, approcciarsi al mondo della musica elettronica non per moda ma per passione, per farsi una cultura musicale a 360 gradi senza chiudersi in un settore, con la curiosità di cercare le tracce che non sono nelle chart. E la passione di fare la propria musica, di credere nella propria musica.

“A Firenze – dice mentre ci salutiamo – sono venuti fuori negli ultimi anni ragazzi giovani che hanno un valore artistico molto alto, spesso anche più dei guest internazionali che il pubblico italiano vuole ascoltare ad ogni costo, facendo anche lievitare i prezzi dei biglietti delle serate”.

Poi aggiunge: “Impariamo ad ascoltare i fiorentini, impariamo dalla Germania o dall’Inghilterra, dove nei club suonano spesso dj del posto e moltissima gente va a sentirli”. E, intanto, potete cominciare ascoltando un take di Teo Naddi in consolle.