Firenze da bere: storia e curiosità di 3 drink fiorentini

Ecco una top 3 di drink fiorentini ispirati ai protagonisti e alla storia di Firenze, pensata per i veri intenditori.

Sono tutti nati in terra fiorentina, ma la loro storia rimane sconosciuta ai più. Vi portiamo alla scoperta dei segreti che si celano dietro a tre drink fiorentini, partendo ovviamente da un must per gli amanti dei cocktail.

Negroni, il più famoso tra i drink fiorentini

Sicuramente il più celebre dei 3 drink fiorentini. Nacque nel 1919-1920 grazie al conte Camillo Negroni che, entrando al Caffè Casoni (all’angolo tra via Tornabuoni e via della Spada) ordinò un americano con un rinforzo in più. Il barman, Fosco Scarselli, per nulla impressionato dalla richiesta, pensò bene di aggiungere alla miscela alcolica del gin.

Conte Camillo Negroni

La bevanda risultò così buona che ben presto divenne famosa col nome di Negroni in onore del conte. Il Caffè Casoni non ebbe la stessa sorte: terminò la sua attività negli anni ‘30. Si è poi trasformato nel Caffè Giacosa, locale acquistato in tempi recenti dal noto stilista Roberto Cavalli.

Alchermes, il più antico

Alcolico da dessert di colore rosso vivo e dal sapore dolce-speziato utilizzato in pasticceria anche come colorante e aromatizzante naturale nella preparazione di molti dolci.

Drink fiorentini, cocktail a Firenze, Alchemes di Firenze

Si tratta del più antico dei 3 drink fiorentini: prodotto fin dal ‘500 dai frati di Santa Maria Novella era molto apprezzato anche dalla famiglia dei Medici che lo chiamava elisir di lunga vita (visto che in origine era utilizzato come medicinale).

Il colore rosso, così come il nome di questo liquore, proviene da un insetto essiccato, la cocciniglia, che in spagnolo si chiama alquermes derivato dall’arabo quirmiz cioè scarlatto.

Tuaca, emigrato oltreoceano

Anche l’ultimo dei 3 drink fiorentini, il Tuaca, liquore composto da vaniglia e scorze di agrumi, sembra affondare le sue origini nel Rinascimento. Secondo la leggenda, l’inventore sarebbe infatti Lorenzo il Magnifico che lo avrebbe servito nei suoi banchetti di corte.

Il motivo per cui in Italia non assaporiamo più questa bevanda risale invece alla seconda guerra mondiale quando, alcuni ufficiali americani, assaggiato il liquore prodotto dalla Tuoni&Canepa di Livorno,  stipularono un accordo secondo cui l’intera produzione di Tuaca doveva essere esportata per onorare gli ordini d’oltreoceano.

Dopo la chiusura della storica industria livornese, oggi il Tuaca ha lasciato la Toscana: viene prodotto in Kentucky ed è molto bevuto in America e nel Nord Europa. Una singolare sorte per quello che è stato uno dei primi drink fiorentini.

Se volete invece conoscere cinque cocktail che hanno fatto storia, leggete il nostro articolo.