Electro, pop e balcanica da Parigi. Noze dj-set al Tabasco il 27 gennaio

Un duo parigino che riscrive generi e regole. No, non sono i Daft Punk, ma i Noze. Sbarcheranno a Firenze col loro dj-set, venerdì 27 gennaio al Tabasco.

Nel variopinto e paranoide mondo del clubbing forse (troppo) spesso si grida all’innovazione, al turning-point, alla novità da venerare come divinità pagana (musicale); beh, in qualche caso questa tendenza è giustificata: è il caso dei Noze.

La chiave di lettura per avvicinarsi all’esplosivo sound di Nicholas Sfintescu e Ezechiel Pailhes è proprio questa, una chiave di (s)volta nell’universo underground. Un passepartout sonoro, forgiato nell’animo del vulcanico duo francese: un caso-scuola di come tracciare nuovi percorsi nel mondo dance, senza perdere le proprie radici. DNA artistico fuori dall’ordinario: graffiti funk e affreschi house, in un mosaico pop-balcanico. Assemblati dentro una struttura electro, come da perfetta tradizione transalpina. Etichettati come electro-band, vero, ma c’è molto di più.

I Noze, protagonisti di un repertorio live che li porta a variare sui generi, in un gioco col pubblico dal (retro)gusto della sfida. Onda sonora anomala. In questo quadro da segnalare lo straordinario LP, Songs On The Rocks – del 2008 – che parla più di ogni recensione, arrivando dritto all’orecchio di chi ascolta come ultra-suoni colorati. Una giostra che gira senza sosta, concedendosi un ballo con danze balcaniche e sonorità un po’ tzigane, per arrivare a pezzi quasi totalmente house-pop. Toccando oggetti sacri come la chitarra elettrica ed il pianoforte.

Un risultato sconvolgente: cabaret musicale – appiccicato su stesso – con una presa degna di Spiderman. Dopo questo elettro-shock arriva la consacrazione, la fama underground (sempre più crescente) e le date in tour in giro per il mondo. Indifferentemente a loro agio fra live e dj-set: un cocktail artistico che – a volte – spiazza e lascia stupiti, ma che spazza via indifferenza e indolenza.

Probabilmente è questo il segreto del successo dei due ragazzi francesi: bohémiens nella penombra dei dancefloor, illusionisti prestati alla musica suonata, cultori a 360 gradi: esteti, con l’indole del clown. Insomma, ci sarà da divertirsi. Eccome.