Fra electro e pogo. Digitalism live al Viper il 1mo aprile

Torna a Firenze un duo fra i più apprezzati sulla scena elettronica internazionale, i Digitalism. Si esibiranno con un live-show al Viper Theatre il primo aprile.

Dalla Germania con furore (di beat), sono Jens Moelle e Isi Tuefekci. O molto più semplicemente, i Digitalism: creatura electro-pogo sbucata dai ribollenti e paranoici dancefloor teutonici ed affermatasi in ben più luminosi club a livello mondiale. Con uno stile personalissimo.

Un tandem che solca le scene dall’inizio degli anni-zero: dall’apertura di un negozio di dischi-cult nella fredda, portuale ma energica e trasgressiva Amburgo. Una culla melting-pot, dove il duo tedesco inizia a comporre e a miscelare le numerose influenze presenti nei club della città della Bassa Sassonia.

Fra suoni distorti, sulfurei ed esplosivi il duo di compulsivi ascoltatori da studio sviluppa un’ossessione per una composizione contaminata e magnetica: un crossover di dance, elettronica, electroclash ed indie. Un mix degno del gioiello cinematografico Soul Kitchen, stavolta per dancefloor.

Un guazzabuglio incredibilmente vario ed eclettico, dove stemperare le ansie nichiliste di una città ordinata e funzionale, ma un po’ distaccata. Sete di pogo da clubbers. Nasce così, dopo vari singoli, il primo album-consacrazione su scala planetaria: Idealism. E’ il 2007 e le cose cambiano. Totalmente.

Vengono etichettati – in maniera piuttosto semplicistica – come i fratelli minori dei Daft Punk, affiliati alla celebre label francese Kitsuné Music, solcano esibizioni ai quattro angoli del globo. Remixando per tutto il gotha della musica mondiale e mietendo successi; (s)muovendo bacini e teste a ritmo di elettronica, french touch e passaggi un po’ rave. Il tutto trascinato dalla hit Pogo.

Di pochi mesi fa il secondo disco, I Love You Dude. Opera all’insegna del dance-punk, impreziosita dalla perla Forrest Gump: pezzo scritto per loro dal cantante icona degli Strokes, Julian Casablancas. Stupiscono, (ri)fuggendo ogni appiccicosa etichetta e qualsiasi gabbia di genere. Camaleonti underground, cresciuti in penombra nella città d’esilio e maturazione dei Beatles.

Insomma, il primo di aprile nessun pesce al Viper, ma un’immersione sotto forma di suoni acidi e ritmi ossessivi. Rigorosamente mixati.