La sfrontatezza dei tagli alla garçonne. Sexy Flappers del XXI secolo

Belle, trasgressive, modaiole. Erano le flapper degli anni venti. Irriverenti e politicamente scorrette, lanciarono la moda dei capelli cortissimi in una New York che vibrava di jazz.

Ora che il taglio “alla maschietta” è tornato prepotentemente di moda, ve lo raccontiamo.

Modella: Valentina Cesarini | Hair styling Sandra Bucalossi

Francis Scott Fitzgerald ufficializzò l’attitudine flapper nella letteratura, da “Al di qua del Paradiso” a  “Maschiette e filosofi”; Louise Brooks ne fissò l’immagine: caschetto liscio, occhi di brace, amoralità perpetua. Zelda ne dettò le regole, in un “Panegirico delle Flappers” che, nonostante sia stato scritto nel 1921, risulta scandalosamente attuale.

La prima regola di una Flapper? Fate quello che vi pare. Non male. Il panegirico prosegue con consigli del tipo “Siate voi stesse”, “evitate di essere un luogo comune”, “usate l’irriverenza per ottenere ciò che volete”. “Baciate,ovunque e chiunque”. Usate le labbra più delle parole. Le maschiette non amavano le persone noiose: ciniche, autoironiche, si circondavano di uomini. Che del resto – come disse Coco Chanel, altra grande sostenitrice del pixie cut– sono il miglior accessorio per una donna.

La moda dei capelli corti e glamour torna negli anni ’60. Dall’ ipercorto di Mia Farrow nel film cult Rosemary’s Baby (e guardate a chi si ispira Louis Vuitton nella nuova collezione estate 2012) allo stile intramontabile di Audrey Hepburn. Per passare per Jean Seberg, l’icona della Nouvelle Vague, e a Twiggy, la modella per antonomasia.

Insomma, non è mai troppo tardi per decidere di tagliarsi le lunghe (e noiosissime) chiome. A Firenze, dove?