1921-2011: per il suo 90° Gucci si regala un museo.

90 anni e non sentirli. Era il 1921 quando Guccio Gucci aprì la sua ditta di pelletteria ed accessori per equitazione a Firenze. Ed è qui, nel cuore della città, che la storia della (ormai patinatissima) griffe verrà raccontata: in Piazza della Signoria il prossimo 26 settembre, all’interno del Palazzo della Mercanzia, aprirà le porte il Museo Gucci.

C’è già chi prepara il sacco a pelo per l’attesissimo red carpet: la macchina mediatica si è messa in moto strillando i nomi delle più disparate celebrities partecipanti all’evento, gettando i poveri fans nello scompiglio. Ma più che di una lady Ciccone o di una Jennifer Lopez (delle quali non è tutt’ora stata confermata la presenza) ci interessa quello che questi signori dell’alta moda hanno deciso di realizzare con il patrimonio custodito finora nei blindatissimi archivi: l’esposizione si svilupperà in uno spazio di 1.700 mq distribuiti su 3 piani e comprenderà storie, foto e pezzi vintage che testimoniano il legame tra l’artigianalità ed il marchio fiorentino oltre ad abiti ed accessori della storia più recente.

In esposizione anche due pezzi d’eccezione: la Cadillac Seville creata nel 1979 e la Cruiser Bicycle, remake del 2009 della bicicletta disegnata per le Olimpiadi di Pechino.

Sarà dunque un dialogo continuo tra passato e presente in cui si vuole sottolineare l’artigianalità che sta dietro il prodotto Gucci; iniziativa già anticipata dalla campagna pubblicitaria 2010, in cui i consueti ed avvenenti modelli erano stati sostituiti da foto di archivio in cui l’accento veniva posto sul know-how che contraddistingue da sempre l’azienda, guidata oggi da Frida Giannini.

Quella del museo è una mossa fatta guardando anche alla concorrenza: molte maison storiche hanno investito nell’allestimento di spazi espositivi dove poter raccontare le loro esperienze attraverso l’inestimabile patrimonio rappresentato dagli archivi, che costituiscono la reale ricchezza di ogni casa di moda.

A Firenze già Ferragamo e Roberto Capucci avevano creato i loro musei, entrambi con grande successo; non stupisce quindi che anche il marchio delle due G si sia infine deciso, sperando che l’attenzione non cali quando i vip di turno lasceranno la città.