Il prato che arreda. Quando il design incontra la natura

Design, natura e originalità sono i termini necessari a raccontare le linee guida che ispirano progettisti e designer alle prese con una passione green sempre più diffusa.

In principio fu il Pratone.  Era il 1971 e dal gruppo Strum (Giorgio Ceretti, Pietro Derossi, Riccardo Rosso) prendeva vita una seduta alternativa, una porzione di prato gigante con steli in poliuretano espanso, una scultura più che una poltrona. Un modo originale e trasgressivo per reinterpretare il divano. Evocava il prato dentro casa, si potrebbe dire, un’idea profetica.

Negli ultimi anni, in linea perfetta con i principi di riavvicinamento alla natura e di ecosostenibilità, tra orti in terrazza e giardini verticali ecco che nascono idee green, semplici ed efficaci che strappando un sorriso ci aspettiamo che diventino sempre di più, progetti di successo. Ve ne raccontiamo tre, i nostri preferiti.

Table di Emily Wettstein

Perfetto stile eco friendly per questo tavolo in legno di noce e acciaio corten attraversato in lunghezza da una fessura che nasconde un vaso nel quale si possono far crescere piccole piante o semplicemente dell’erba.

Il vaso è completamente estraibile rendendo ogni tipo di operazione di manutenzione semplicissima. Ci piace l’equilibrio tra passione green e pulizia artigianale della forma.

Terra di Nucleo (Andrea Sanna e Giorgio Robino)

Un progetto che ha qualche anno ormai ma che è più che mai attuale. Una poltrona da giardino, anzi una sorta di estrusione del vostro giardino.

Si tratta di uno scheletro in cartone che va riempito di terra, e poi  piantato con semi d’erba. L’idea alla base di questo progetto (che è stato selezionato per il Compasso d’oro nel 2001) è quella di definire un rapporto diverso con l’oggetto, costruendolo. A noi piace l’idea di un arredo perfettamente integrato con la natura.

La doccia ecologica di Jun Yasumoto

Un dream-project (uno concept non ancora in produzione) che sposa perfettamente il concetto di ecosostenibilità. Una doccia rivoluzionaria dove l’acqua viene depurata e riciclata.

Come? Tramite fitodepurazione, un procedimento che prevede l’utilizzo di ghiaia e piante acquatiche che con l’aiuto di microrganismi e un filtro a carboni attivi, depurano l’acqua che può rientrare in circolo ed essere usata per altre docce. Ci piace perchè è un’idea che guarda al futuro con un concept azzardato e intrigante.