Firenze, Stazione Alta Velocità Belfiore. Coincidenza per il futuro

Uno dei nodi cruciali dello sviluppo futuro di Firenze sarà la definizione del rapporto fra la città e le nuove infrastrutture, come la nuova Stazione dell’Alta Velocità.

Agli inizi del nuovo millennio Firenze sembrò vivere una stagione di rinascita architettonica da molto tempo attesa. Fra il 2002 ed il 2003 furono indetti tre concorsi molto importanti a cui furono chiamati a partecipare i più grandi studi internazionali, quelli che di lì a poco avremmo cominciato a definire “archistar”.

Fra questi, quello per la realizzazione della nuova Stazione dell’Alta Velocità, nella zona degli antichi Macelli, fu vinto dallo studio Foster + Partners di Londra. Era il 2002. Più o meno 10 anni dopo sono partiti i lavori di costruzione che, secondo i piani, dovrebbero consegnare a Firenze La Nuova Stazione dell’Alta Velocità entro il 2016.

I disagi e le problematiche che la realizzazione di un’opera di queste dimensioni e caratteristiche porterà con sé sono innegabili. Ma è innegabile anche il fatto che Firenze si potrà dotare di una infrastruttura che dal punto di vista architettonico e funzionale potrà finalmente spingere la città a confrontarsi con una cultura europea e internazionale svincolata da quell’immobilismo troppo spesso confuso con la tutela.

Tutelare (e conservare) l’arte, l’architettura e la cultura storica di Firenze non significa conservare ciò che esiste fine a se stesso ma riuscire ad integrarlo con il progresso e la contemporaneità. Riuscirà Sir Norman Forster in questa missione (im)possibile?