Antoni Gaudi. Il 25 giugno del 1852 nasceva l’architetto di Dio

“La linea retta è la linea degli uomini, quella curva la linea di Dio”

Queste parole pronunciate da Antoni Gaudì sintetizzano il suo pensiero, il suo spirito e la sua architettura. Nato da una povera famiglia catalana il 25 giugno del 1852, arrivò ad essere il massimo esponente del modernismo catalano ed ispiratore, se non precursore, di molte delle avanguardie artistiche del primo Novecento.

La sua ispirazione, come architetto ed artista, trae origine inizialmente dal revival gotico di Viollet-le-Duc ma come una spugna Gaudì assorbe gli influssi e le ispirazioni del tempo, che vanno dall’arte Orientale a quella Islamica, dal Gotico, appunto, al Modernismo.

Il tutto filtrato da una sempre maggiore attenzione al mondo organico, alla natura quale ispiratrice di forme e spazi, ed al mondo spirituale. Il fascino che esercitano su di lui le forme naturali lo ritroviamo nelle sue opere più mature, ma non si tratta solo di una fascinazione estetica la sua: lo studio di queste forme, le linee di Dio tradotte in curve elicoidali, paraboloidi iperbolici, coni, iperboli, permette a Gaudì di creare strutture fluide ma incredibilmente ardite di rara bellezza dove l’ornamento, il valore estetico, è racchiuso nella forma stessa.

L’architetto che considerava Dio il suo più esigente committente, disponendo egli di tutto il tempo del mondo, riuscì così a creare un linguaggio assolutamente originale e dirompente, senza il quale l’architettura contemporanea, quasi sicuramente, non sarebbe stata la stessa.